giovedì 21 aprile 2011

ieri girando per il web mi sono imbattutto in un gruppo new wave punk giapponese veramente interessante, i polysics. musica balllabile suonata con una attitudine fortemente punk.
la cosa che mi ha colpito non è tanto gli ingredienti, ma, lasciatemi usare questa metafora culinaria, il modo in cui vengono cucinati.
quello che deve essere chiaro e che i polysics sono un gruppo giapponese e si vede. cosa significa questo. significa che la cultura giapponese contemporanea soprattutto nelle sue espressioni più contemporanee vive un profondo stato di contrasto tra la tradizione e la modernità, che spesso si trasforma in ipermodernità e non solo nelle sue espressione più d'avanguardia ma anche nelle sue produzioni più commerciali. se analizziamo un anime abbastanza famoso alcuni anni fa come Neon Genesis Evangelion, vediamo che in moti dei manga e degli anime prodotti nelgli ultimi anni sono concentrati molte delle tematiche rese famose dalla letteratura cyberpunk e di fantascienza d'avanguardia dagli anni 70 ad oggi, come il tema del rapporto tra uomo e la macchina, la modificazione del corpo umano (la nuova carne elettronica) e l'avvento di quello cyborg. quest'attenzione nella relazione tra uomo e la tecnologia non è nuova nella cultura e nei prodotti culturali giapponesi, anzi è abbastanza vecchia, qualche vecchiarello come il sottoscritto forse ricorderà cartoni animati ( non me la sento di chiamarli anime sono troppo vecchio per questo) come cyborg 09, ma anche jeeg robot d'acciaio, o kyashan, dove non solo si parla di modificazione del corpo ma si cerca anche di approfondire il senso della trasformazione dell'eroe da uomo in uomo-macchina. personalmente oltre al fatto che da sempre jeeg è uno dei miei cartoni preferiti credo che la sua "grandezza" stia proprio nella relazione ambivalente di hiroshi rispetto alla sua capacità di trasformazione in jeeg, da un lato è consapevole dell'importanza ( un rimando al tema caro di spiderman "da un grande potere derivano grandi responsabilità) ma anche del suo non essere più totalmente umano.
sempre pensando a forme culturali estreme penso che film come quelli girati da shinya tsukamoto ovvero tetsuo e il suo sequel tetsuo 2 fossere pensabili e attuabili solo in giappone. in particolare Tetsuo è un concentrato di rimandi alla cultura d'avanguardia giappone, una sorta di frullato ipercinetico di temi come quello della trasformazione del corpo umano in corpo elettronico ( testsuo che si trasforma da uomo in cyborg e perde progressivamente il controllo di se), un certo amore per il sadismo e la scopofilia, ma anche l'(in)consapevolezza della trasformazione in atto, il tema del controllo della mente e del grande fratello.
questi temi non sono certo nuovi e sono presenti in molte opere musicali, letterarie e visuali della cultura d'avanguardia di questi anni ( basti pensare a molte delle opere del maestro Cronenberg come il magnifico Videodrome) ma il modo in cui tsukamoto li presenta è figlio della collisione che esiste in questi anni tra la modernità e la tradizione in giappone, tra la ribellione rispetto alla struttura sociale e l'individualismo delle nuove generazioni, in cui stanno crescendo sempre di più quesi soggetti definiti come otaku, che mettono in discussione con i loro comportamenti non solo la tradizione ma anche le basi dell'ordine sociali costituito dal rispetto delle gerarchie sociali, basato su classi sociali ma anche di età.
solo un giapponese, anche se deviato come tsukamoto ma anche come molteplici artisti d'avanguardi, avrebbe sicuramente pensato di inserire come un degli elementi centrali del suo film la celebrazione della nuova carne attraverso la fusione sessuale tra il corpo cyborg e un corpo umano.
Comunque spesso mi capita quando parlo di prendere la tangeziale e spostarmi sposto dal discorso iniziale, che era quello legato ai polysics. Personalmente lo trovo un gruppo da ascoltare ma anche da vedere.
vi consiglio di vedere i loro video perchè esprimono in modo chiaro il loro approccio musicale particolare che loro definiscono come "technicolor pogo punk", musica elettrodance molto ricca di sfumature suonate con una "sensibilità" tutta punk ma che non diviene mai inascoltabile. Per me sono come una versione anfetaminaca dei Devo
per oggi saluto quelli che capiteranno sul mio blog
enjoy
g

2 commenti: